11 settembre 2005
MARCIA DELLA PACE
La marcia Perugia-Assisi ha una storia abbastanza lunga ormai da essere anche varia e
differenziata.
La sua ÄúfilosofiaÄù e i suoi contenuti sono stati tra loro anche sensibilmente diversi nelle
diverse edizioni, in ragione delle differenti situazioni e dei diversi momenti culturali e politici.
La marcia Perugia-Assisi ?® divenuta tuttavia un appuntamento che riguarda tutti coloro che sono impegnati per la pace, al di l? di qualsiasi significato assegnato dagli organizzatori, al di l? di qualsiasi connotazione derivante dalle partecipazioni proclamate o effettive di esponenti di parte e di partito.
Emergency vi partecipa in nome di proprie specifiche motivazioni.
La richiesta di unÄôimmediata cessazione della partecipazione italiana alla guerra contro lÄôIraq non ?® soltanto una richiesta di umanit? e di giustizia, ma anche la richiesta doverosa di rispetto della Costituzione e della legalit? internazionale, violate dallÄôinvio di truppe italiane e dal loro permanenza.
Chiediamo che abbiano fine altre, altrettanto incostituzionali e illegali presenze di truppe italiane allÄôestero.
Il silenzio della politica e la disattenzione dei media non cancellano il fatto che in Afganistan si stia tuttora combattendo una guerra - «a bassa intensit?» informativa, non certo di distruzioni, di sofferenze e di morti.
Ai parlamentari e ai rappresentanti dei partiti presenti a questa manifestazione chiediamo quanto meno parole inequivoche su questi temi e sul contenuto concreto dellÄôazione governativa e legislativa per la quale si accingono a chiedere di essere votati.
Nessuno deve ritenersi destinatario scontato, quasi Äúdi dirittoÄù, dei voti del ¬´popolo della pace¬ª.
Invitiamo tutti coloro che ritengono decisivo e fondamentale il tema della pace a subordinare i loro comportamenti elettorali a precisi, pubblici e controllabili impegni delle formazioni politiche, dei partiti e dei candidati, in particolare su due temi:
-la cessazione di qualsiasi presenza militare italiana allÄôestero che non sia sotto la
diretta responsabilit? delle Nazioni Unite e rigorosamente rispettosa di tutti gli articoli
dello Statuto dellÄôOnu;
- lÄôapprovazione, nei primi tre mesi della nuova legislatura, di una legge che
rigorosamente imponga il rispetto dellÄôarticolo 11 della Costituzione, rendendo
impossibili le violazioni che abbiamo constatato nel 1999, nel 2001, nel 2003, tuttora in
corso.









