” Non c’?® una strada che porta alla pace, la pace ?® la strada” Gandhi
SUBITO CONTRO LA GUERRA: VIA I MILITARI DALL’IRAQ
appello di Luigi Ciotti, Tonio Dell’Olio, Gino Strada, Alex Zanotelli
Onorevoli deputate e deputati, onorevoli senatrici e senatori,
questo appello, scritto nell’ora tragica in cui le vittime di guerra
italiane dei due teatri di guerra Iraq e Afghanistan, tornavano
in Italia per ricevere i funerali di stato, cade anche nel momento
in cui il nuovo Parlamento della Repubblica ha appena iniziato
i suoi lavori.
Vorremmo che fosse un nuovo inizio o meglio una svolta. Una
decisa svolta in politica estera con scelte coraggiose per una vera
politica di disarmo, per attuare con scelte concrete l’art. 11 della
Costituzione.
Poich?® secondo l’art. 11, non ?® possibile usare la guerra come
mezzo per risolvere le crisi internazionali, la prima scelta che si
impone, che chiediamo al nuovo parlamento, ?® quella di interrom_
pere le missioni militari in teatri di guerra e ritirare le truppe
italiane dall’Iraq e dall’Afghanistan.
L’unica verit? della guerra sono le sue vittime.
Purtroppo in tanti ci accorgiamo di questa verit? solo quando le
vittime sono i soldati italiani e fatichiamo a realizzare questa
stessa verit? quando le vittime non le vediamo, sono “altre” ,anche
se abbiamo saputo in modo indiretto che migliaia di persone sono
state trucidate a Falluja, a Ramadi, torturate a Abu Ghraib, bombar_
date nei villaggi afghani o saltate in aria e mutilate dalle cluster
bomb sia in Afghanistan che in Iraq.
Ma se ?® vero che l’unica verit? della guerra sono le sue vittime,
se ?® vero che in nome di questa verit? migliaia di persone sono
scese in piazza con la bandiera arcobaleno nel nostro paese ,
reclamando una politica di pace, allora vi chiediamo, facendo appello
alla libert? di coscienza, e al rispetto dell’art. 11 della nostra Costituzione
di porre fine alla presenza militare italiana in Iraq e in Afghanistan,
decidendo di non rifinanziare queste missioni di guerra.
Le missioni di pace devono tendere alla pacificazione e alla
ricostruzione, pertanto dovrebbero essere senza armi, a nostro parere,
senza eserciti, fondate sulla cooperazione con gli altri popoli,sulla
diplomazia, sul dialogo e la solidariet?. L’intero sistema di intervento
va ripensato all’insegna di una nuova politica estera.
Ma per l’immediato, per salvare vite umane, per interrompere la spi_
rale di morte, per operare una pressione internazionale che provochi
la fine delle occupazioni militari, chiediamo che il Parlamento italiano
dia un segnale forte di discontinuit?, immediatamente e senza ambiguit?.
Il nostro saluto sia con le parole di Gandhi.
” Non c’?® una strada che porta alla pace, la pace ?® la strada”.
Tutte le persone e le associazioni che si sentono impegnate per la pace
e la difesa dell’art. 11 della Costituzione, per rendere visibile l’ampia
unit? del popolo della pace, possono aderire a questo appello
scrivendo a : parlamentodipace@gmail.com









