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IL MINISTRO DELLA DIFESA PARISI INCONTRA GINO STRADA A KABUL

appuntamenti 16 giugno 2006

dott.Strada e Ministro ParisiKabul. Oggi, alle 18.00 (ora locale) il Ministro della Difesa Arturo Parisi, che si trova in Afganistan per una visita di due giorni ai militari italiani, ha voluto visitare, fuori programma, il Centro Chirurgico di Emergency a Kabul.
Nel corso della visita il Ministro, accompagnato dall‚Äôambasciatore italiano Ettore Sequi, ha incontrato Gino Strada, fondatore di Emergency, con il quale si ?® intrattenuto per una breve conversazione privata.
Dopo un giro delle corsie, durante il quale Parisi ha salutato alcuni pazienti feriti nelle manifestazioni antigovernative dello scorso 29 maggio, al Ministro sono state mostrate alcune strutture del Centro Chirurgico, come il reparto di terapia intensiva e la tomografia computerizzata (Tac): le uniche a disposizione della popolazione civile in tutto l’Afganistan.
Gino Strada ha poi illustrato al Ministro le altre attivit?† di Emergency in Afganistan: altri due ospedali, a Lashkar-gah e nel Panshir; un centro di maternit?†, ad Anabah (sempre nel Panshir), 27 punti di primo soccorso distribuiti in varie zone del Paese, vari programmi sociali a favore delle vedove di guerra e un programma di assistenza sanitaria nelle carceri curando, fino ad oggi, oltre un milione di persone.
Dopo la visita all‚ÄôOspedale di Emergency, il Ministro Parisi torna all‚Äôagenda dei suoi impegni che prevede colloqui con il Ministro della Difesa Afgano e il comandante Isaf, la forza Nato in cui l‚ÄôItalia ?® presente con 1300 uomini, schierati a Kabul e Herat.
Domani il Ministro Parisi sar?† proprio a Herat in visita al Provincial Renconstruction Team (Prt) a guida italiana, una delle strutture attraverso le quali la Nato punta a radicare la sua presenza nel Paese a livello locale.
Non pu?? sfuggire l‚Äôimportanza di questa visita in un momento in cui il Parlamento italiano ha all‚Äôordine del giorno il rifinanziamento della missione militare italiana in Afganistan, per la quale ?® anzi probabile un aumento dell‚Äôimpegno in questo Paese.
Il lavoro di Emergency infatti dimostra che per portare un aiuto concreto a un popolo provato da anni di guerra non serve l‚Äôintervento di militari armati. Ma la passione, la competenza, la buona volont?† e la scelta di rivolgersi direttamente ai cittadini, non al regnante di turno, offrendo le proprie energie per attivare strutture, fornire servizi di qualit?† e formare il personale locale.
Costa, in vite umane e denaro, molto meno di una missione militare. E funziona.


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