concerto di Jovanotti a Siracusa

Saremo presenti con il nostro stand inormativo e di raccolta fondi al Palalive di Fontane Bianche (SR) in occasione del concerto di Jovanotti, uno frai primi sostenitori di Emergency.


Saremo presenti con il nostro stand inormativo e di raccolta fondi al Palalive di Fontane Bianche (SR) in occasione del concerto di Jovanotti, uno frai primi sostenitori di Emergency.

E’ iniziato l’Ortigia Festival 5 i sostenitori di Emergency che hanno la tessera avranno diritto allo sconto del 20% sul prezzo del biglietto.
Il programma e altre info sul sito : www.ortigiafestival.it

In Afganistan e’ in corso una guerra di aggressione, contraria alla
legalita’ internazionale nell’avvio e nella conduzione. La
partecipazione dell’Italia a questa guerra e’ incompatibile con la
Costituzione, e’ stata decisa per mera subordinazione e viene
sostenuta per “non essere esclusi dal governo del mondo”.
La guerra include, per definizione, la distruzione di esistenze umane
e l’accettazione della soppressione dei propri simili come “mezzo di
risoluzione delle controversie”.
Questa ci pare una semplice descrizione dello stato di cose: una
constatazione, non un?interpretazione.
La “guerra al terrorismo” e’ una metafora insensata se si traduce in
aggressione armata a un paese, mietendo migliaia di vittime civili.
L’idea d’instaurare con le armi democrazia e diritti, in se’
contraddittoria, ha esibito nei fatti il suo fallimento.
Anche per chi non la “ripudia”, anche per chi la sostiene, la guerra
in Afganistan non riesce a enunciare propri obiettivi condivisibili,
realistici, raggiungibili.
La politica internazionale va riducendosi a politica militare.
In Iraq, come in Afganistan, come in Palestina, le vie della
diplomazia e del dialogo sono abbandonate e sostituite dall’uso della
forza.
L’Italia potrebbe realisticamente essere un soggetto attivo di
politica internazionale connotato da una volonta’ incondizionata di
pace, da un assoluto rifiuto della guerra.
Confermando la partecipazione alla guerra in Afganistan, il governo
Prodi rinuncia a costruire questa identita’ per sottomettersi e
conformarsi a scelte gia’ risultate sterili e devastanti.
La disponibilita’ alla guerra non e’ “un” tema accanto ad altri, ma
definisce in maniera essenziale e decisiva le formazioni e i soggetti
politici.
Il movimento per la pace ? e dunque contro la guerra ? non ha “governi
amici” a priori. Deve in ogni caso sottrarsi a transazioni o
“comprensioni”.
Il nostro piu’ netto rifiuto degli orientamenti governativi
sull’Afganistan non esprime soltanto coerenza nelle convinzioni.
Include una richiesta e una proposta.
EMERGENCY
Realizzato con WordPress e altro software libero. XHTML valido