Lasciamo l’Aghanistan
Da qualche giorno in casa si respirava aria di decisioni drastiche.
Due giorni fa, in mattinata, ci ?® stato comunicato lÄôarrivo imprevisto a Kabul di tutto lo staff dellÄôospedale di Lashkar-gah, seguito il giorno successivo dallÄôarrivo dello staff di Anabah.
Ieri sera ?® stata convocata una riunione urgente per il personale internazionale di Emergency in Afganistan, circa 40 persone.
Durante la riunione ci ?® stato comunicato che avremmo dovuto lasciare l’Afganistan perch?© non esistevano pi?? le condizioni di sicurezza essenziali per la nostra permanenza nel paese: in un’intervista il comandante della National Security afgana, Amrullah Saleh, aveva accusato Emergency di collusione con i taliban.
Fino a notte fonda le luci della casa sono state accese, nessuno andava a dormire: chi stava sveglio per parlare, chi per riordinare le ultime cose, chi per cercare di capire qualcosa.
Stamattina ci siamo svegliati alle 5. Abbiamo attraversato la strada che separa casa dal compound dell’ospedale per l’ultima volta, siamo entrati nei reparti dove i nostri colleghi afgani si sono uniti al nostro sconforto e alle nostre lacrime.
Adesso siamo a Dubai con il pensiero rivolto ai nostri infermieri, ai nostri medici che stanno cercando di mandare avanti un ospedale che sentiamo nostro ora pi?? che mai.
Pensiamo a tutto quello che facevamo e non siamo pi?? in condizione di fare (speriamo solo per poco), alle vite che non potremo salvare, ai pazienti che si fidano di noi e non ci ritroveranno ai controlli, a strutture e attrezzature che non potranno essere utilizzate per fare le cose per cui sono state pensate e volute.
Vogliamo tornare a fare quello che sappiamo e possiamo fare, curare la gente dell’Afganistan senza discriminazione.
Elena, Kabul



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