Homepage di Emergency - gruppo di Siracusa

Menu di navigazione


Sabato 2 Giugno a Sortino

appuntamenti 31 maggio 2007

Piazza Duomo, SiracusaSaremo presenti a partire dalle 15 alla festa organizzata dal circolo Arci Esedra di Sortino presso villa con il nostro stand informativo e di raccolta fondi.

L’ambasciatore Sequi ha visitato Rahmatullah

tratto da L’Unit?† online :

L'ambasciatore Ettore SequiDopo molte pressioni l’ambasciatore italiano a Kabul, Ettore Sequi, ?® riuscito a incontrare in carcere Rahmatullah Hanefi, il funzionario di Emergency che ebbe il ruolo pi?? importante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo. Poco dopo la liberazione del giornalista italiano, Hanefi fu arrestato dai servizi segreti afghani e portato in carcere dal 20 marzo, perch?© sospettato di avere legami con i talebani. L¬¥accusa per?? non ?® mai stata formalizzata.

Nel corso dell’incontro, l’ambasciatore Sequi ha potuto verificare che nel complesso le condizioni di salute di Ramatullah Hanefi appaiono soddisfacenti, compatibilmente con la situazione di detenzione nella quale egli si trova. Hanefi si ?® mostrato particolarmente provato dalla prolungata condizione d¬¥isolamento, ma ha riferito di essere regolarmente visitato da personale medico. L’ambasciatore Sequi ha ribadito alle autorit?† afghane la necessit?† di prevedere per Hanefi un trattamento pienamente conforme ai principi di umanit?† e di rispetto dei diritti fondamentali. Inoltre, l’ambasciatore Sequi ha verificato che la difesa di Hanefi potr?† essere assunta dal legale richiesto dalla famiglia e da Emergency.

Il ministro degli Esteri, Massimo D¬¥Alema, ha espresso soddisfazione per la visita di Sequi. D¬¥Alema ha rilevato che la visita dell’ambasciatore rappresenta uno sviluppo positivo della vicenda che per?? non ?® ritenuto sufficiente. In particolare, la Farnesina e il governo italiano continueranno ¬´a insistere nella formalizzazione di eventuali capi d¬¥imputazione¬ª a carico dell’uomo incaricato da Emergency di mediare per Mastrogiacomo. La carcerazione, ha sottolineato Ferrara, ¬´si ?® prolungata fin troppo¬ª ma ¬´allo stato dei fatti non abbiamo ragione di ritenere che la situazione non si stia incanalando lungo i binari dello Stato di diritto¬ª. Secondo la Farnesina, dunque, da parte delle autorit?† afghane ¬´non c’?® la volont?† di procedere in violazione della trasparenza e delle regole di difesa¬ª.

Proprio il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, era tornato mercoled?¨ sulla vicenda, prima ottenendo dal presidente afghano, Hamid Karzai, il via libera alla visita dell’ambasciatore italiano a Hanefi, poi con una forte presa di posizione. ¬´Senza prove concrete a suo carico, Rahmatullah Hanefi dovr?† essere liberato¬ª, aveva detto D¬¥Alema, che aveva ricordato che ¬´i termini sono ormai prossimi alla scadenza¬ª.

«Caso Hanefi»: i crimini di Kabul e l’ignavia di Roma

novità 30 maggio 2007

Il riserbo che Emergency si ?® imposta sulla vicenda Rahmatullah Hanefi dopo l‚Äôincontro di Massimo D‚ÄôAlema con Hamid Karzai non ha sortito l‚Äôeffetto di favorire qualche evoluzione positiva. L‚Äôassicurazione che “entro qualche giorno” o addirittura “qualche ora” sarebbero state formalizzate le accuse ?® risultata un irridente inganno al ministro degli esteri italiano, cui era stato peraltro garantito che l‚Äôambasciatore italiano a Kabul avrebbe potuto incontrare Rahmatullah. A 10 giorni dall‚Äôincontro di D‚ÄôAlema con Karzai non risulta che quest‚Äôincontro sia avvenuto.
Con nessun senso della realt?† o del ridicolo, e con scarsissima preoccupazione della dignit?† propria, il governo italiano prepara un incontro a Roma sulla giustizia in Afganistan, lusingato e compiaciuto che Karzai assicuri la propria presenza.

Possiamo informare di alcuni “non-sviluppi” della situazione, pur nella preoccupazione di tutelare le fonti delle nostre informazioni, che si trovano esposte, in Afganistan, alla sperimentata assenza di qualsiasi rispetto di diritti fondamentali.
Nella giornata di venerd?¨ 18 maggio, alle “autorit?† giudiziarie” sarebbe stato consegnato un “fascicolo Hanefi”, formatosi in maniera incontrollata non si sa quando n?© ad opera di chi.
Nel frattempo si ?® tentato d‚Äôimporre a Rahmatullah un avvocato scelto dall‚Äôautorit?† inquirente (un difensore designato dall‚Äôaccusa), pur essendo noto che un altro avvocato era stato indicato dalla famiglia: a questo avvocato ?® sistematicamente impedito di avere un colloquio diretto e riservato con Rahmatullah.
Da fonti dirette e affidabili ci risulta che il nostro collaboratore si trovi in preoccupanti condizioni psicologiche e abbia terrore di firmare anche il conferimento d‚Äôincarico all‚Äôavvocato suggerito dai suoi parenti, essi stessi oggetto, come risulta anche da organi d‚Äôinformazione italiani, di “pressioni d‚Äôogni genere” e “nel mirino dei servizi segreti”.
Le scadenze previste anche dalle “autorit?† competenti” sono quotidianamente rinviate, gli impegni sistematicamente elusi, mentre si ?® giunti oggi, 30 maggio, a 72 giorni di illegale detenzione (un autentico sequestro di persona).
Invocare, con questi antefatti, procedure corrette o “un giusto processo” non ?® sprovvedutezza ma complicit?†.

Al caso si stanno attivamente interessando diverse istituzioni e associazioni internazionali, che incontrano a loro volta l‚Äôostinata indifferenza delle “autorit?† afgane”.
Da 72 giorni chiediamo al governo italiano atti pubblici, ufficiali e impegnativi che riconoscano, per il caso specifico, le responsabilit?† italiane nella “vicenda Hanefi” e chiariscano, pi?? in generale, i rapporti tra il sostegno a un asserito “governo democratico dell‚ÄôAfganistan” e la difesa di elementari diritti umani.

appuntamenti 29 maggio 2007

Domani il governo afgano s’impossessa degli ospedali di Emergency

novità, riflessioni 25 maggio 2007

Rahmatullah liberoCome dichiarato, il ministero della sanit?† aprir?† ufficialmente i 3 ospedali sabato 26 maggio. Questa mail ?® soltanto per informarvi sulla situazione qui. Saluti¬ª.
¬´Prendiamo atto della sua mail che afferma che ‚Äúil ministero della sanit?† aprir?† ufficialmente i 3 ospedali sabato 26 maggio‚Äù. Il direttivo di Emergency considera questa come l‚Äôultima offesa e provocazione delle autorit?† afgane contro la nostra organizzazione. Continueremo la nostra campagna internazionale per la liberazione del nostro dipendente Rahmatullah Hanefi.
Saluti».

Questa corrispondenza ?® intercorsa nella serata di gioved?¨ 24 maggio tra il ministero della sanit?† afgano ed Emergency.
Il messaggio del ministero della sanit?† afgano conferma come l‚Äôobiettivo del governo Karzai fosse l‚Äôespulsione dal paese di un testimone sgradito. Dai registri degli ospedali di Emergency risulta la quantit?† di vittime civili della guerra in corso. Gli ospedali di Emergency documentano, in s?© stessi, la possibilit?† di un‚Äôassistenza sanitaria efficace, gratuita e rispettosa, che il governo Karzai non vuole attuare.
Risulta anche chiarito come l‚Äôarbitraria fissazione di un ¬´ultimatum¬ª per il 25 maggio fosse un mediocre espediente per espellere Emergency senza assumerne diretta ed evidente la responsabilit?†.
Di questa iniziativa non ?® vittima una ONG, ma la popolazione afgana, che ha ripetutamente sollecitato le autorit?† del paese a rendere possibile il ritorno di Emergency.
Emergency considera questo esito facilitato dall‚Äôindifferenza e dalla sostanziale complicit?† del governo italiano.
Emergency rinnova il suo impegno per la liberazione di Rahmatullah Hanefi, che da oltre due mesi subisce dal governo Karzai vessazioni e abusi.

Per Rahmatullah dal mondo della cultura e dell’informazione

appuntamenti 23 maggio 2007

Personalit?† del mondo della cultura e dell‚Äôinformazione hanno promosso e sottoscritto un appello per la liberazione di Rahmatullah Hanefi sottolineando come la sua detenzione, che dura da oltre due mesi, sia in contrasto con la costituzione e le leggi afgane.
Si sottolinea che questa detenzione illegale, conseguente all‚Äôimpegno prestato nell‚Äôinteresse del governo italiano, coinvolge l‚ÄôItalia anche per la sua responsabilit?† nell‚Äôinstaurazione in Afganistan di un sistema giudiziario.

———————

APPELLO DAL MONDO DELLA CULTURA E DELL’INFORMAZIONE PER LA LIBERAZIONE DI RAHMATULLAH HANEFI

La Costituzione afgana stabilisce che l’arrestato ha diritto a un difensore, ad essere informato dell’accusa mossagli e ad essere portato davanti al giudice nei limiti stabiliti dalla legge.
Il codice di procedura penale stabilisce che l’arrestato deve essere interrogato in termini assai brevi, e liberato se non ?® formalmente accusato davanti al giudice entro, al massimo, trenta giorni.
Il procuratore generale dello Stato afgano, Abdul Jabar Sabet, ha dichiarato al Corriere della Sera che “Nessuno pu?? essere arrestato senza accusa. E il fermo di polizia termina al massimo dopo 72 ore. Chiunque ha diritto ad un avvocato, subito dopo l’arresto. In presenza di un avvocato il fermo pu?? essere prolungato di 15 giorni e raddoppiato sino a 30 per concedere il tempo di conclusione delle indagini. Ma, se per allora non ?® stata notificata un’accusa precisa alla procura, il prigioniero va comunque rilasciato”, aggiungendo per?? che, per via della guerra, per combattere terroristi e talebani “in parallelo alle procedure normali esistono delle leggi segrete per combattere chi attenta alla sicurezza dello Stato”; leggi che aggiunge di non conoscere nemmeno lui: “Non so come, in quali circostanze e quando vengano applicate. Posso dire che Hanefi non rappresenta un caso isolato”.

Il prolungarsi della detenzione di Rahmatullah Hanefi, in spregio ai diritti universali e alla pi?? elementare dignit?† umana, avviene in palese violazione della Costituzione afgana. Questa esiziale ferita inferta alle norme giuridiche pretende legittimit?† sulla base di fantomatiche leggi segrete ignote persino alla pi?? alta autorit?† dell’organo del pubblico ministero afgano. Come nei pi?? tetri sistemi totalitari si stanno perpetrando clamorose violazioni dei principi di legge.
La decisione di arrestare il funzionario di Emergency nelle ultime settimane ?® stata concertata con un’aggressione all’organizzazione umanitaria costretta a prendere la dolorosa decisione di abbandonare l’Afganistan non potendo pi?? garantire la sicurezza del proprio personale e quindi la salute e la vita dei pazienti.
L’attuale sistema giuridico afgano ?® stato costruito con la collaborazione e l’importante sostegno finanziario per cinquanta milioni di dollari dell’Italia.

?à questa la democrazia che contribuiamo ad esportare?

?à per questo che siamo da sei anni in Afganistan?

?à per consentire la perversione della giustizia che spendiamo i soldi dei nostri cittadini?

Chiediamo con forza l’immediata liberazione di Rahmatullah Hanefi, affermiamo che in queste condizioni l’idea stessa dell’istruzione di un processo sarebbe una tragica truffa.

Chiediamo che l’Afganistan ristabilisca immediatamente il rispetto delle sue stesse leggi.

Chiediamo che l’Italia, per non tradire lo sforzo compiuto per la creazione di quelle leggi, chieda con forza l’immediata liberazione di Hanefi, sequestrato per avere svolto la funzione di mediatore nell’interesse del governo italiano.

Chiediamo che Emergency possa riprendere subito la sua attivit?† portatrice di vita e di giustizia, come ambasciatrice del meglio della cultura e dello spirito del nostro paese.

Moni Ovadia
Gherardo Colombo
Claudio Magris
Margherita Hack
Ermanno Olmi
Umberto Galimberti
Luciano Canfora
Enzo Biagi
Massimo Cacciari
Vittorio Gregotti
Claudio Abbado
Danilo Zolo
Arnaldo Pomodoro
Marco Revelli
Erri De Luca
Edoardo Sanguineti
Gae Aulenti
Tina Anselmi
Alessandro Portelli
Guido Martinotti
Rosellina Archinto
Andrea Camilleri
Dario Fo
Franca Rame
Giulio Giorello
Eva Cantarella
Carlo Feltrinelli
Furio Colombo
Lella Costa
Gad Lerner
Enrico Deaglio
Fabio Fazio
Michele Serra
Marco Paolini
don Luigi Ciotti
Alessandro Baricco
Maurizio Costanzo
Fabio Vacchi
Anna Nogara
Paolo Rossi
Gianni Min?†
Bruno Segre
Emanuele Segre
Silvestro Montanaro
Beppe Grillo
Ascanio Celestini
Francesca Floriani
don Gino Rigoldi
Mimmo Jodice
Giuseppe Liverani
Loris Mazzetti
Bice Biagi
Massimo Vitta Zelman
Daniele Mastrogiacomo
Gabriele Mazzotta
Dacia Maraini
Mario Dondero
Giorgina Venosta

Pagina successiva »

Vuoi essere aggiornato sulle nostre attività? Iscriviti alla newsletter

Realizzato con WordPress e altro software libero. XHTML valido