Domenica 20 maggio tutti i volontari siciliani di Emergency si incontreranno a Piazza Armerina per un seminario di formazione con :
Francesca Coradeschi - Ufficio Scuola
Paolo Busoni collaboratore di Emergency - storico militare
Sonia Riccelli - Cambogia - Sierra Leone
Federica Zappalaglio : partire ?® un p?? vivere - la ricerca del personale x le missioni
Marisa Fugazza testimonianza sul centro di cardiochirurgia Salaam - Sudan
Enrico Piovesana giornalista peacereporter
LÄôospedale di Lashkargah dovrebbe essere rilevato dalla Croce Rossa Internazionale. Quello nella valle del Panshir ?® conteso tra le associazioni dellÄôAga Khan e unÄôong americana, la Cure International. Il centro ospedaliero di Kabul verrebbe gestito dalla sanit? nazionale afgana. Quanto ai punti medici avanzati, potrebbero venire affidati alle regioni.
fonte La Stampa
LÄôassenza forzata del personale internazionale ha reso impossibile un funzionamento degli ospedali ancor oggi definiti “di Emergency” adeguato alle aspettative di quanti vi ricorressero. Un simulato funzionamento avrebbe fornito servizi a tal punto inadeguati da risolversi, in definitiva, in danno per i pazienti. Per questa ragione avevamo ritenuto pi?? appropriato sospenderne lÄôattivit?, finch?© non si fossero create le condizioni per la rinnovata presenza del personale internazionale di Emergency.
Queste condizioni si darebbero solo in seguito a un chiarimento effettivo circa minacce e intimidazioni compiute dal governo afgano: lÄôautenticit? di questo chiarimento non sarebbe riscontrabile se durasse la detenzione di Rahmatullah Hanefi.
Il governo afgano decide di non perseguire questa via.
Tra domenica 6 e luned?¨ 7 maggio abbiamo avuto, al contrario, notizia che il governo afgano ha deciso di impossessarsi delle strutture costruite e attivate da Emergency, destinate ai cittadini afgani e ai loro bisogni, verso i quali il governo dellÄôAfganistan, nel succedersi dei regimi, ?® sempre rimasto indifferente.
Al di l? di qualsiasi altra considerazione, non abbiamo motivi per immaginare che il ministero della sanit? afgano e le eventuali organizzazioni disposte a operare su suo mandato e alle sue dipendenze possano garantire, insieme, tre condizioni minime: qualit? del servizio sanitario; sua totale gratuit?; sua disponibilit? per chiunque vi ricorra, senza criteri di selezione Äì esplicitamente citati da rappresentanti di quel governo Äì basati sulla distinzione tra amici da curare e nemici da abbandonare.
Non possiamo in nessuna forma contrastare questa iniziativa di requisizione, che si rende possibile come azione di forza conseguente ad altre azioni di forza che ne hanno posto le premesse.
Esclusivamente su questo piano si ?® posto e si muove il governo afgano.
LÄôimpiego della forza ci ?® ovviamente estraneo per ragioni culturali e morali, anche prima che materiali.
Per chiarezza e verit? dobbiamo ribadire che a questa iniziativa nessun avallo giunge da Emergency, che semplicemente la subisce.
Ieri alle dieci ora locale (le nove italiane) ?® stato ufficialmente inaugurato il Centro cardiochirurgico di Emergency a Khartoum, in Sudan. Il vice-presidente dello Stato africano, Ali Osman Taha, e il presidente dell’associazione umanitaria, Teresa Sarti, hanno tagliato il nastro. Le autorit? locali hanno messo in scena una cerimonia tradizionale, sacrificando un toro in segno di buon auspicio. Nonostante l’inaugurazione sia avvenuta oggi, il Centro ?® in funzione ormai dal 19 aprile e sono stati gi? effettuati 17 interventi cardiochirurgici. La prima paziente, di 14 anni, operata il primo giorno, ?® gi? in pieno recupero e ha partecipato ai festeggiamenti.
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