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Essere un volontario di Emergency

Uncategorized, riflessioni 24 dicembre 2007

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E’ una lettera scritta qualche mese da un volontario di Emergency di Matera.
Ce l’hanno inviata e ci è sembrata così significativa da farvela leggere.


Sabato c’è stato , oltre l’abituale banchetto di Emergency, una conferenza con due componenti dell’equipe dell’associazione, di cui una operante come medico anestesista in Sudan. Io, come volontario di Emergency, ne ho fatto parte e ho avuto il piacere di ascoltare l’esperienza diretta del medico. Sarà un anno che faccio parte dell’associazione e, con tutta onestà, ho avuto dubbi di varia natura, innanzitutto su di me. Molte volte mi sono chiesto cosa facessi lì, se fossi come quelle persone che fanno volontariato, nonostante sia comunque un’azione nobile, per mettersi la coscienza a posto. L’intermittenza di questi dubbi ora non verrà più a martellarmi.

Da Sabato ho compreso e assuntol’importanza e l’arricchimento che deriva da questa esperienza. E’ fonte d’informazione e novità da conoscere.
In molti incontri si parla anche di una cultura diversa, di abitudini diverse dalle nostre, di una visione del mondo, per noi Occidente, fresca…
E’ così interessante poter fare qualcosa di testa propria in un formicaio ben sistemato da noi stessi, quale la nostra routine nella società.
Esci da quello che sei in obbligo e abituato a fare per essere libero e seguire la tua volontà. Stappi la sensibilità, sempre più intorpidita da subdoli
controlli sociali mirati a renderci tutti target amorfi. Sensibilità che, in questo caso, ti porta a prendere coscienza.
Trovo suggestivo pensare che qualcuno molto lontano che non sentirà la tua voce né vedrà mai il tuo viso saprà che un altro essere umano, della stessa razza che lo ha messo in ginocchio, in quel momento gli protende il suo sincero aiuto, gli sta dedicando il suo tempo, la sua energia, il suo pensiero.

Noi volontari siamo i polmoni dell’associazione. Il nostro lavoro è concreto, indispensabile; non ha senso avere dubbi. In un momento della
conferenza è stato trasmesso un filmato di un’operazione a cuore aperto. Non mi era mai capitato di vedere quell’organo che sostiene fatiche incessanti battere con veemenza senza il suo tetto sicuro. Per dieci secondi quel lavoro gravoso che sostiene tutto il tempo è stato fermato. Mi smuoveva dentro un’emozione sincera. E’ proprio la sincerità in ogni cosa ciò che voglio recuperare. Voglio conoscere, essere attivo e vigile ad ogni sfumatura che trovo intorno. Ho bisogno di stimoli, di scolpire le mie sfaccettature. Ho percepito il cuore come un essere interno a noi,che vive di aria e vita propria,con l’orecchio teso ad una parete che ci connette. Tramite quell’orecchio pulsante condivide ansie, sofferenze, paure, risa e gioie con l’essere a cui è collegato. Ho forti motivazioni ora, credo sinceramente in quello che faccio.
Credo in Emergency.

Giuseppe

studente liceale gruppo di Matera


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