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Condannato all’impiccagione per blasfemia giovane giornalista critico verso la religione

riflessioni 31 gennaio 2008

Non ci sono parole per commentare la condanna a morte per blasfemia di Perwez Kambakshl, giornalista 23enne afgano(nella foto), reo di aver scaricato da internet e poi distribuito un articolo irrispettoso dell’islam: ad affermarlo è il vice-presidente di Emergency, Carlo Garbagnati, sottolineando - nel giorno in cui la Camera alta del Parlamento afgano ha confermato la sentenza pronunciata la settimana scorsa - che il principio stesso della pena capitale è “assurdo”.

“Se si isola il tema della religione dal pensiero generale si sottrae qualcosa alla libertà di pensiero - ha commentato Carlo Garbagnati raggiunto telefonicamente da Apcom - si tratta di una pretesa della religione fuori dal tempo”, proveniente da “una cultura che fa della religione qualcosa di avulso da tutto il resto”.

Cosa fare per attirare l’attenzione sul caso? “In relazione alla singola vicenda, servirebbero dei contatti suasivi con il mondo che conta, con le autorità - ha spiegato Carlo - o delle manifestazioni pubbliche. In gioco c’è la vita di una persona”.

Il giornale inglese Independent invita tutti a mobilitarsi per salvare Pervez. Anche se la condanna non è ancora definitiva - osserva il quotidiano - con abbastanza pressione internazionale sul presidente Karzai la decisione potrà essere rovesciata. Si può firmare la petizione all’indirizzo: www.independent.co.uk/petition

Per saperne di più : Apicom
Peacereporter


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