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a sabato sera

appuntamenti 12 gennaio 2009

C’è una cosa buona, in questi giorni sempre più tragici. Tante persone e gruppi hanno sentito il dovere civile di dire: ora basta. Basta coi massacri, la guerra, le violazioni del diritto internazionale in Palestina. Non succedeva da tanto tempo.
Anche a Siracusa cittadini e cittadine, associazioni, partiti e movimenti hanno deciso di scendere in piazza per esprimere solidarietà al popolo palestinese per il massacro di questi giorni e per chiedere la PACE in Medioriente. Lo faremo SABATO 17 GENNAIO DALLE ORE 20,00 ALLE ORE 24,00 AL LARGO XXV LUGLIO (TEMPIO DI APOLLO).
Durante il presidio chiederemo di accendere una candela perle vittime dle massacro a Gaza.

In 20 days 1054 Palestinians killed by Israel including 335 children & 100 women, 5000 injured.

Per aggironamenti :
www.peacereporter.com

Vi suggeriamo il sito dell’unico italiano rimasto a Gaza per testimoniare questo massacro :

http://guerrillaradio.iobloggo.com

“Il dentifricio, lo spazzolino, le lamette e la mia schiuma da barba. I vestiti che indosso, lo sciroppo per curarmi una brutta tosse che mi affligge da settimane, le sigarette comprate per Ahmed, il tabacco per il mio arghile. Il mio telefono cellulare, Il computer portatile su cui batto ebefrenico per tramandare una testimonianza dell’inferno circostante. Tutto il necessario per una vita umile e dignitosa a Gaza, proviene dall’Egitto, ed è arrivato sugli scaffali dei negozi del centro passando attraverso i tunnel. Gli stessi tunnel che caccia F16 israeliani hanno continuato a bombardare massicciamente nelle ultime 12 ore, coinvolgendo nelle distruzioni le migliaia di case di Rafah vicini al confine. Un paio di mesi fa mi sono fatto sistemare tre denti malconci, alla fine dell’intervento ricordo che ho chiesto al mio dentista palestinese dove si procurava tutto il materiale odontotecnico, anestetico, siringhe, corone in ceramica e ferri del mestiere, sornione, il dentista mi aveva fatto un cenno con le mani: da sotto terra. Non vi è alcun dubbio che attraverso i cunicoli sotto Rafah passavano anche esplosivo e armi, le stesse che la resistenza sta impiegando oggi per cercare di arginare le temibile avanzata dei mortiferi blindati israeliani, ma è poca cosa rispetto alle tonnellate di beni di consumo che confluivano in una Gaza ridotta alla fame da un criminale assedio.”

http://www.freegaza.org/


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