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Emergency Siracusa » 2009

Homepage di Emergency - gruppo di Siracusa

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Martedì partecipate insieme a noi all’assemblea, in difesa dei migranti.

appuntamenti 12 aprile 2009

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L’Arci ci segnala che martedì 14 aprile alle ore 19,00 a Siracusa presso l´Umberto I alla Pizzuta (traversa via Gela) si terrà una assemblea pubblica in cui si discuterà la presenza (non gradita da alcuni abitanti del quartiere) dei migranti ospiti nel C.A.R.A.(centro per richiedenti asilo e rifugiati).

L’invito dell’Arci, a cui Emergency si unisce, è di partecipare tutti per portare un contributo di civiltà e per aiutarci ad affermare i diritti di ogni individuo, a cominciare da chi è debole o straniero e che il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive accanto, chiunque esso sia.

Leggiamo come e da chi è stata indetta questa assemblea nella mail inviataci dall’ARCI:

Veniamo a conoscenza, con grande amarezza, che in questi giorni è partita una campagna “razzista” da parte di alcuni cittadini residenti nel quartiere Ticke ed Epipoli nei confronti dei migranti ospitati presso il CARA (centro per richiedenti asilo e rifugiati) sito presso il centro Umberto I di Siracusa.

E´ stato distribuito - persino durante le celebrazioni eucaristiche - un volantino che alimenta il razzismo e la xenofobia attraverso la diffusione di informazioni false fuorvianti e una campagna di criminalizzazione nei confronti di queste persone, spesso vittime di pregiudizi e che vengono usate come capri espiatori; soprattutto in situazioni di disagio economico e sociale.

Guardiamo con preoccupazione all´aumento degli episodi di intolleranza e violenza razzista in Italia e siamo convinti che chi scrive certe frasi faccia, prima di tutto, un danno alla nostra città e alla nostra società.

Il terremoto.

appuntamenti 9 aprile 2009

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Il terremoto in Abruzzo, le sofferenze e la disperazione che ne derivano non sono altra cosa dalle sofferenze e dalla disperazione che l’attività e l’impegno di Emergency ci fanno conoscere.

Se è immediato e istintivo il bisogno di “esserci”, come anche Emergency fa con l’invio e la consegna di materiale utile ad affrontare i disagi di questi primi giorni, un nostro diretto apporto avrebbe senso e utilità solo se coinvolgesse le competenze e le attitudini specifiche di Emergency e del suo personale.
Questa disponibilità è nota a chi coordina gli interventi di aiuto.

La prosecuzione delle nostre attività è una risposta a bisogni per molti versi simili a quelli che in questi giorni conosciamo in Abruzzo.
Adoperarci perché nessuna sofferenza o disperazione risulti trascurata per l’insorgerne di nuove, è un impegno irrinunciabile del quale sentiamo insieme il peso e la responsabilità, fiduciosi nella comprensione di chi ci sostiene..

Gino Strada a La7

appuntamenti 18 marzo 2009

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Gulliver legato dalle guerre inutili

appuntamenti 13 marzo 2009

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di Pino Cabras - Megachip

L’ex capo delle forze speciali britanniche Sas (Special Air Service) in Afghanistan, il comandante Sebastian Morley, 40 anni, denuncia quanto la campagna militare contro i Taliban sia «inutile». Gli ricorda l’esordio di un’altra guerra che fu da subito in un vicolo cieco: «È l’equivalente dell’inizio della guerra del Vietnam», lamenta Morley in un’intervista al «Daily Telegraph», la prima dopo le sue dimissioni nell’estate 2008, seguite alla morte di quattro suoi uomini che viaggiavano in una Land Rover Snatch, un mezzo obsoleto pensato per la guerriglia urbana nell’Ulster ma totalmente inefficace per proteggere i soldati contro le IED usate nell’insidioso terreno afghano.

«Il numero delle vittime e il logoramento delle truppe non possono che aumentare», prevede Morley.Trattandosi di una guerra «inutile», il governo britannico ha «le mani sporche di sangue» per via della sua indifferenza alla protezione dei propri uomini in campo. «Teniamo piccole porzioni di terreno nella provincia di Helmand», la zona dell’Afghanistan meridionale di competenza britannica. «Le operazioni che stiamo conducendo sono davvero senza senso. È proprio folle pensare che teniamo quel terreno o che abbiamo alcuna influenza su quel che accade poco oltre le basi».
Insomma, già a mezzo chilometro dai fortini in cui si rintanano i soldati di Sua Maestà, non c’è più alcuna influenza sullo stato delle cose.

«Usciamo in operazioni, ci azzuffiamo con i Taliban e rientriamo al campo per il tè. Non controlliamo il territorio. I Taliban sanno dove siamo. E sanno molto bene quando siamo rientrati al campo», commenta amaramente Morley.

Del resto, non è che per le truppe statunitensi le cose vadano molto diversamente. «Al mondo non sfugge il fatto sufficientemente chiaro che la maggior parte delle nostre forze sono bloccate in Iraq e in Afghanistan», aveva detto già nell’aprile 2007 Daniel Serwer, del think tank US Institute for Peace: «quando Gulliver è legato a terra, tutti lo capiscono».

È in questo contesto che – mentre sfuma la disastrosa utopia bellicista dell’era Bush – si possono comprendere le aperture di Barack Obama e la sua disponibilità a trattare con i Taliban. Il tutto avviene troppo tardi. Se solo si fosse ascoltato il generale Fabio Mini, quando nel 2007 commentava: «La legittimazione fra avversari avviene nel momento in cui si combattono e non nel momento in cui si parlano. Il ruolo di avversario non comporta nessuna accettazione diretta o indiretta dei rispettivi scopi e metodi . Anzi proprio nel riconoscimento delle reciproche posizioni sta sia la possibilità di trovare un punto di accordo sia la definitiva chiarificazione del disaccordo.»

Io non ti denuncio

banchetti, novità 20 febbraio 2009

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Manifesta il tuo dissenso all’emendamento che prevede la possibilità da parte dei medici di denunciare gli immigrati senza permesso di soggiorno che si rivolgono a una struttura sanitaria.

La maglietta “Io non ti denuncio” è disponibile presso gli uffici di Emergency di Milano e di Roma e da oggi presso il gruppo di Siracusa al costo di 5 euro.

Per richiederla basta scrivere una mail a emergency.siracusa@libero.it e venire a ritirarla.

Oppure contattaci su myspace : www.myspace.com/emergencysiracusa

o su Facebook http://www.facebook.com/profile.php?id=1641529187&ref=name

Gino Strada: «L’emendamento anti immigrati: una norma stolta prima ancora che perversa»

novità, riflessioni 19 febbraio 2009

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A oggi, in Italia, una legge vieta al personale sanitario di denunciare gli immigrati conosciuti per ragioni di cura, anche se la loro presenza in Italia non fosse regolare.
Un emendamento approvato al Senato intende sopprimere questa norma.

Si metterebbero così gli individui nella condizione di scegliere fra l’accesso alle cure e il rischio di una denuncia; si spingerebbe parte della popolazione presente in Italia nella clandestinità sanitaria, con grandi rischi per sé e per la collettività.
Si vuole affidare ai singoli medici la scelta se garantire lo stesso diritto alla cura a tutti gli individui, nel miglior interesse del paziente e nel rispetto del segreto professionale, oppure se esercitare la facoltà di denunciare i loro pazienti irregolari.

Secondo tutti i medici che ho conosciuto e apprezzato, l’unico modo giusto e civile per fare medicina è garantire a tutti la miglior assistenza possibile, senza distinzione alcuna riguardo a colore della pelle, sesso, convinzioni politiche, religiose o culturali, nazionalità o status giuridico.

Questo è il modo in cui Emergency ha lavorato, per quindici anni in tredici diversi paesi, curando tre milioni di persone senza distinzioni.
Questo è il modo con cui continuiamo a lavorare, anche in Italia, nel Poliambulatorio per migranti e persone indigenti di Palermo.

Anche di fronte all’inciviltà sollecitata da una norma stolta prima ancora che perversa, sono certo che i medici italiani agiranno nel rispetto del giuramento di Ippocrate, nel rispettodella Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Nel rispetto, soprattutto, di chiunque si rivolga a loro avendo bisogno di un medico.

Gino Strada

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