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Gino Strada a La7

appuntamenti 18 marzo 2009

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Gulliver legato dalle guerre inutili

appuntamenti 13 marzo 2009

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di Pino Cabras - Megachip

L’ex capo delle forze speciali britanniche Sas (Special Air Service) in Afghanistan, il comandante Sebastian Morley, 40 anni, denuncia quanto la campagna militare contro i Taliban sia «inutile». Gli ricorda l’esordio di un’altra guerra che fu da subito in un vicolo cieco: «È l’equivalente dell’inizio della guerra del Vietnam», lamenta Morley in un’intervista al «Daily Telegraph», la prima dopo le sue dimissioni nell’estate 2008, seguite alla morte di quattro suoi uomini che viaggiavano in una Land Rover Snatch, un mezzo obsoleto pensato per la guerriglia urbana nell’Ulster ma totalmente inefficace per proteggere i soldati contro le IED usate nell’insidioso terreno afghano.

«Il numero delle vittime e il logoramento delle truppe non possono che aumentare», prevede Morley.Trattandosi di una guerra «inutile», il governo britannico ha «le mani sporche di sangue» per via della sua indifferenza alla protezione dei propri uomini in campo. «Teniamo piccole porzioni di terreno nella provincia di Helmand», la zona dell’Afghanistan meridionale di competenza britannica. «Le operazioni che stiamo conducendo sono davvero senza senso. È proprio folle pensare che teniamo quel terreno o che abbiamo alcuna influenza su quel che accade poco oltre le basi».
Insomma, già a mezzo chilometro dai fortini in cui si rintanano i soldati di Sua Maestà, non c’è più alcuna influenza sullo stato delle cose.

«Usciamo in operazioni, ci azzuffiamo con i Taliban e rientriamo al campo per il tè. Non controlliamo il territorio. I Taliban sanno dove siamo. E sanno molto bene quando siamo rientrati al campo», commenta amaramente Morley.

Del resto, non è che per le truppe statunitensi le cose vadano molto diversamente. «Al mondo non sfugge il fatto sufficientemente chiaro che la maggior parte delle nostre forze sono bloccate in Iraq e in Afghanistan», aveva detto già nell’aprile 2007 Daniel Serwer, del think tank US Institute for Peace: «quando Gulliver è legato a terra, tutti lo capiscono».

È in questo contesto che – mentre sfuma la disastrosa utopia bellicista dell’era Bush – si possono comprendere le aperture di Barack Obama e la sua disponibilità a trattare con i Taliban. Il tutto avviene troppo tardi. Se solo si fosse ascoltato il generale Fabio Mini, quando nel 2007 commentava: «La legittimazione fra avversari avviene nel momento in cui si combattono e non nel momento in cui si parlano. Il ruolo di avversario non comporta nessuna accettazione diretta o indiretta dei rispettivi scopi e metodi . Anzi proprio nel riconoscimento delle reciproche posizioni sta sia la possibilità di trovare un punto di accordo sia la definitiva chiarificazione del disaccordo.»

Sanità, Lavoro, Istruzione e Legalità sono le priorità: Emergency oggi in piazza con i lavoratori.

appuntamenti 13 febbraio 2009

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Sanità, lavoro, istruzione, legalità e convivenza sono le emergenze alle
quali destinare ogni risorsa.

Spese militari, sudditanze internazionali, guerre e aggressioni
travestite da difesa e pace sono due volte criminose: in sé stesse e per
le risorse che sottraggono a necessità autentiche e umane.

La precarietà del lavoro e del reddito è un’ingiusta limitazione alle
occasioni di vita per molte persone e non può determinare un danno
ulteriore per l’iniquità delle norme in vigore, per la mancanza di
sostegni sociali all’esistenza di chi è in maggiori difficoltà.

Non si può uscire dalla crisi per le stesse strade che l’hanno
provocata: l’ingiustizia e la disuguaglianza, la prepotenza e l’abuso di
pochi hanno infine prodotto il danno di tutti.

La solidarietà non è una reazione compassionevole di alcuni, ma un atto
necessario dell’intelligenza di tutti.

Il rifiuto meschino della diversità e la chiusura ottusa del razzismo
non sono la difesa del presente ma la distruzione del futuro.

Nel condividere queste ragioni e questi obiettivi, sosteniamo lo
sciopero generale che Fiom Cgil e la Funzione Pubblica Cgil hanno
proclamato per oggi.

Emergency

a sabato sera

appuntamenti 12 gennaio 2009

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C’è una cosa buona, in questi giorni sempre più tragici. Tante persone e gruppi hanno sentito il dovere civile di dire: ora basta. Basta coi massacri, la guerra, le violazioni del diritto internazionale in Palestina. Non succedeva da tanto tempo.
Anche a Siracusa cittadini e cittadine, associazioni, partiti e movimenti hanno deciso di scendere in piazza per esprimere solidarietà al popolo palestinese per il massacro di questi giorni e per chiedere la PACE in Medioriente. Lo faremo SABATO 17 GENNAIO DALLE ORE 20,00 ALLE ORE 24,00 AL LARGO XXV LUGLIO (TEMPIO DI APOLLO).
Durante il presidio chiederemo di accendere una candela perle vittime dle massacro a Gaza.

In 20 days 1054 Palestinians killed by Israel including 335 children & 100 women, 5000 injured.

Per aggironamenti :
www.peacereporter.com

Vi suggeriamo il sito dell’unico italiano rimasto a Gaza per testimoniare questo massacro :

http://guerrillaradio.iobloggo.com

“Il dentifricio, lo spazzolino, le lamette e la mia schiuma da barba. I vestiti che indosso, lo sciroppo per curarmi una brutta tosse che mi affligge da settimane, le sigarette comprate per Ahmed, il tabacco per il mio arghile. Il mio telefono cellulare, Il computer portatile su cui batto ebefrenico per tramandare una testimonianza dell’inferno circostante. Tutto il necessario per una vita umile e dignitosa a Gaza, proviene dall’Egitto, ed è arrivato sugli scaffali dei negozi del centro passando attraverso i tunnel. Gli stessi tunnel che caccia F16 israeliani hanno continuato a bombardare massicciamente nelle ultime 12 ore, coinvolgendo nelle distruzioni le migliaia di case di Rafah vicini al confine. Un paio di mesi fa mi sono fatto sistemare tre denti malconci, alla fine dell’intervento ricordo che ho chiesto al mio dentista palestinese dove si procurava tutto il materiale odontotecnico, anestetico, siringhe, corone in ceramica e ferri del mestiere, sornione, il dentista mi aveva fatto un cenno con le mani: da sotto terra. Non vi è alcun dubbio che attraverso i cunicoli sotto Rafah passavano anche esplosivo e armi, le stesse che la resistenza sta impiegando oggi per cercare di arginare le temibile avanzata dei mortiferi blindati israeliani, ma è poca cosa rispetto alle tonnellate di beni di consumo che confluivano in una Gaza ridotta alla fame da un criminale assedio.”

http://www.freegaza.org/

“Sudan: diritto al cuore”, fotoracconto di Emergency

appuntamenti, novità 8 gennaio 2009

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tratto da Repubblica.it

“Prosegue il suo percorso la mostra fotografica itinerante di Emergency “Sudan. Diritto al cuore”. Tocca a Milano che la ospita fino al 21 gennaio 2009 a Palazzo Giureconsulti in piazza Mercanti 2 nella sala delle Esposizioni. La mostra, che ha ricevuto il patrocinio del ministero degli Affari Esteri, si compone di cinquanta suggestive immagini a colori di Marcello Bonfanti, fotografo milanese che ha interpretato con occhio sensibile l’impegno umanitario di Emergency in Sudan, riuscendo a raccontarne con intensità le emozioni, i momenti, le persone, gli spazi creati. Gli scatti di Marcello Bonfanti accompagnano il visitatore in un lungo viaggio alla scoperta della vita quotidiana nel campo profughi di Mayo, nei sobborghi di Khartoum, dove circa 300 mila persone vivono in condizioni al limite dell’umano. Qui Emergency ha aperto un ambulatorio che offre assistenza pediatrica gratuita. Particolare attenzione è dedicata al Centro Salam di cardiochirurgia di Khartoum. Il Centro Salam offre assistenza sanitaria altamente specializzata e gratuita per bambini e adulti affetti da patologie cardiache e malformazioni congenite del Sudan e dei paesi confinanti”

Per guardare le foto clicca qui
Il sito di Marcello Bonfanti : www.marcelbon.com

Buon Anno

appuntamenti 2 gennaio 2009

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Ci auguriamo buon anno. Non solo con fiducia o desiderio, ma a ragion
veduta. La storia di Emergency, nella quale ci incontriamo, dice che è
possibile”.
Abbiamo visto sorgere ospedali contro la guerra in campi di battaglia;
restare senza gambe e camminare, sentirsi alla fine e avere un
futuro…

Si scrive “auguri” e si legge è possibile”. Buon Anno

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